Escursioni

La Riviera dei Fiori è anche strade e sentieri immersi nella natura. Percorsi escursionistici che rivelano volti nuovi di una regione nota più per la costa e le sue spiagge, ma in cui il breve passaggio dal mare all’interno rivela un territorio nuovo, fatto anche di montagna ed entroterra ricchi di storia e tradizioni.

Lungo le vie della Riviera dei Fiori potrete assaporare la bellezza delle camminate, oppure provare i brividi vertiginosi della moutain bike.

Una sola costante: le guide che vi accompagneranno, consigliandovi i percorsi migliori in piena sicurezza, e la meravigliosa cornice in cui troverete occasioni di sport e divertimento uniche al mondo.

ESCURSIONI PROPOSTE

1. COLLE MELOSA- MONTE TORAGGIO-PIETRAVECCHIA. 

Paradiso Naturalistico dominato dalla vetta dei Monti Toraggio e Pietravecchia, rivela un eccezionale accostamento ambientale tra Alpi e Mediterraneo, unico al mondo per importanza scientifica e paesaggistica.

Si tratta di un’ emozionante escursione di interesse storico naturalistico e di notevole pregio botanico e geologico; offre l’occasione di vedere tratti delL’ imponente Sentiero degli Alpini, scolpito nella roccia durante il periodo della Grande Guerra.

Note: In virtù dei numerosi passaggi esposti e a seguito di alcune criticità del percorso questa gita è consigliata ad escursionisti esperti ed allenati.

 Descrizione dell’itinerario: 

Trek: Si parte da Colla Melosa(1540), passati per un bosco di conifere lungo Margheria Tenarda si incrocia l’ex strada militare e al bivio della Fontana Italo( 1690 mt) si percorre un lungo traverso in mezzo a rocce calcaree e a endemismi botanici liguri- provenzali.

Giunti ad un crocicchio si può raggiungere i prati del  Monte Toraggio attraverso il lato sud in prossimità del Sentiero degli Alpini( 1650 mt), e della Gola dell’incisa ( verificare l’apertura) o attraverso il lato nord passando dalla Sella della Valletta il Passo  dell’ Incisa(1840 mt).

Al ritorno tenendosi sul lato nord ( AV) si può rientrare a Colla Melosa prendendo all’altezza della Sella della Valletta sul lato sinistro il percorso diretto alla Sella d’Agnaira e raggiunta la strada militare in prossimità del Rifugio Gray scendere con itinerario balcone da Carmo Ciaberta fino all’imbocco dell’ex strada militare con buone possibilità di osservare in volo corvi imperiali, gracchi alpini ed aquila reale.

Notizie logistiche: Durata: 6h30 Dislivello: 880 mt  Coefficiente: EEA( escursionisti esperti con tratti attrezzati). Periodo: Primavera-Estate-Autunno.


2. BREIL- ARPETTE

breil-arpette

Itinerario spettacolare e piuttosto impegnativo nel cuore della Val Roja, con punti panoramici ed elementi paesaggistici e naturalistici di notevole fattura.

Questo lungo giro  consente di salire il selvaggio vallone de Zouayne fino all’Arpette assaporando e da li a proseguire per il panoramico crinale attraverso la Tete d’Alpe(m.1587),la Cima di Cremo(m.1501)e al Fourquin(m.1420).

Descrizione dell’itinerario:

Dal ponte a monte di Breil con il bel parcheggio di la del fiume,si segue l’alberata mulattiera(pal.5)fino a collegarsi nella sterrata che si segue a destra e dopo il tornante a lasciarla(bivio)per salire lungo il tortuoso sentiero fino a collegarsi nel sentiero che sale dal paese(GR52 e pal.10).Lo si segue a sinistra fino alla pal.108 dove si lascia il GR52 per salire lungo il tortuoso sentiero a destra nel selvaggio e ombroso Vallone de Zouaynè ben segnato,fino al Collet d’Aine'(1233 mt). A questo punto  si prosegue per alcuni tratti la mulattiera fino al crinale principale(pal.109)e quindi si sale a sinistra per  un taglio tra roccette e  si raggiunge L’Arpette(m.1611).Il rientro a Breil avviene sullo stesso percorso dell’andata.

Notizie logistiche: Durata: 7h30 Dislivello: 1300 mt Coefficiente: EE( Escursionisti Esperti).Periodo: Fine Primavera/Estate.


3.OLIVETTA-PIENA-SOSPEL

sospel

Di Passo in Passo dall’Italia alla Francia passando per l’Occitania, toccando terre che sanno di storia, di sangue, di tradizione e di confine.

Descrizione dell’itinerario:

Si parte da Olivetta San Michele nella zona coltivata ad uliveto della Rivoira. Il percorso si snoda su una mulattiera dai pendii erti in mezzo a pinete fiancheggiata da arbusteti. Passando ai lati della Cima di Tron si raggiunge Piena Alta, villaggio a nido d’aquila sulla Val Roja da cui si possono godere di magnifiche visioni sulle antiche terre occitane ora francesi. Prendendo la pista poco più in alta si perviene alla Colle Paula.

Il percorso si snoda principalmente in discesa verso il Vallone della Bassera fiancheggiando corsi dalle acque smeraldine. Guadato il fiu…me si prende il lungo traverso che attraversa un olmeto e si snoda in leggera salita fino al Colle Perus.

Tagliando la strada si percorre il sentiero in discesa che raggiunge Sospel.

Il ritorno avviene tra parti su strada e altre su sentiero fino a raggiungere il bivio x il vallone della Bassera, da qui si segue l’itinerario sulla destra che si sviluppa tra discesa e falsopiano lungo il torrente Bevera…

Il sentiero botanico si incontra con la statale all’altezza del Ponte dei Sifoni e da qui ritorna in Italia con un taglio fra gli uliveti che raggiunge Olivetta San Michele.

*A fine escursione vi sarà l’opportunità di visitare la nuova sala multimediale aperta nei pressi della bottega da Bruno.

Notizie Logistiche: Durata: 7 h Dislivello:780 mt. Coefficiente:E( Escursionisti). Periodo: Primavera.


4. CASTERINO – LAGO DELL’AGNELLO

Itinerario piuttosto impegnativo nel cuore del Parco del Mercantour, immersi in paesaggi mozzafiato, rallegrati da passaggi di marmotte, camosci e stambecchi, tra rocce granitiche, endemismi e incantevoli laghi.

Descrizione dell’itinerario:

Da Casterino proseguire in auto per circa 3 km sino all’ingresso del Parco (bivio Bassa di Peirafica).
Seguire a sinistra la strada sterrata in direzione Valmasca, quindi bivio a destra Lac de l’Agnel (palina). Il sentiero, superato un modesto colle, si addentra nel suggestivo Vallone de l’Agnel e giunge, dopo aver superato un canale detritico, allo sbarramento del grande Lac de l’Agnel (2431 m). Il percorso potrebbe presentare alcune difficoltà in virtù dei numerosi nevai formatisi nel corso dell’anno.

Notizie Logistiche: Ritrovo ore 8,30 Casterino con transfer auto a parcheggio del Parco. Dislivello:800 mt Difficoltà: EE( Escursionisti Esperti) Durata Escursione: 6 h 30. Periodo: Estate.


5. MENDATICA- POILAROCCA-MENDATICA.

I colori del castagneto, i segni della memoria di un villaggio di pietra che dorme nel silenzio dei pascoli ed il fragrante suono delle cascate dell’Arroscia sono alcuni degli ingredienti di questo itinerario in cui gli elementi selvatici della natura si uniscono ad aspetti antropici di indubbio interesse.

Descrizione dell’itinerario:

Nella parte bassa del paese di Mendatica (m 782), poco prima del cimitero, si diparte verso W una carrareccia che raggiunge in breve la chiesetta di S. Margherita (m 788) da dove si abbandona la strada e si prosegue a dx in leggera salita su comodo sentiero nei boschi dell’Arroscia. Si segue inizialmente il corso del Rio Gropin, scavalcandolo grazie ad un antico ponte ad arco di ottima fattura e ben conservato. Si risalgono le pendici ombrose di Cima Olmo dell’Alpetta, fino alle Cascate dell’Arroscia (m 1004), immerse in una faggeta, ammirandone gli spettacolari salti d’acqua.

La mulattiera prosegue fino ad uscire dal bosco a quota 1400 ca. sui terrazzamenti ormai incolti del borgo abbandonato di Poilarocca (m 1440), i cui pascoli si estendono sulle pendici del Monte Frontè.

La situazione attuale di abbandono di questo villaggio è arrivata a un punto di non ritorno in quanto le murature sono troppo fragili e andrebbero monitorate costantemente.

E pensare che fino alla seconda guerra mondiale il luogo d’estate era abitato da contadini e pastori che vivevano insieme in una sorta di comunità disponendo oltre che delle abitazioni anche di forni, stalle e persino una chiesetta di cui si può vedere ancora la decorazione a stucco e gli affreschi dai colori caldi.

All’interno di queste case in pietra nelle quali vivevano più famiglie che dormivano tutti insieme in grandi letti, si possono vedere ancora oggi gli argani, che servivano per sorreggere i tegami. Le pentole venivano poste sul fuoco, acceso direttamente sul pavimento.

Dopo avere viaggiato nel tempo con la visita del villaggio fantasma di Poilarocca si rientra a San Bernardo di Mendatica in poco più di un’oretta attraverso un percorso in falso piano di alcuni chilometri su strada militare che passa in mezzo ad alcune località d’alpeggio come Case Penna e Case Prati del Lore.

Arrivati a San Bernardo per un rifornimento d’ acqua alla fontana si svolta a destra imboccando per un brevissimo tratto l’asfaltata che scende a Mendatica.

Dopo pochi metri sulla sinistra, si imbocca un sentiero a zig zag con segnavia bianco rossi che scende su fondo con sassi in alcuni tratti umidi, per cui è consigliato scendere con prudenza e con appoggio di bastoncini.

Il percorso si snoda sempre su mulattiera incrociando in certi tratti la strada asfaltata, per raggiungere le prime case di Mendatica.

Notizie Logistiche: Dislivello di  700 mt – Escursionisti (E) – DURATA: 5 ore circa + soste Periodo: Estate-Autunno.


6. NAVIGANDO NELLA NEVE

UPEGA- POGGIO LAGONE- UPEGA.

Upega

Il cammino segnato sulla neve dalle orme dei mammiferi dell’arco alpino(lepre,lupo, volpe, tasso,martora, camoscio, etc..) ci conduce lungo le antiche vie della civiltà montanara.

Per onorare questo evento intraprenderemo una ciaspolata di mezza giornata che parte dal borgo montano di Upega in direzione del bosco delle Navette.

Il nome deriva dal fatto che anticamente il legno da esso ricavato veniva utilizzato per la costruzione di barche e navi nella vicina costa ligure.

Descrizione dell’itinerario:

 

poco prima della Colletta delle Salse in prossimità dell’Area Picnic si lascia la strada provinciale e si percorre un tratto della Monesi- Limone.

Arrivati nei pressi di Poggio Lagone, si abbandona la Strada Marenca per imboccare la traccia che si addentra nel magico Bosco delle Navette tra larici secolari, mirtilli e rododendri.

Queste caratteristiche ambientali fanno sì che il luogo sia frequentato da esemplari come la coturnice e il fagiano di monte meglio conosciuto dai più come “gallo forcello”.

Dal Poggio si può discendere a Upega per il percorso nel bosco che porta alla Madonna della Neve o rientrare per la via dell’andata.

Notizie LogisticheRitrovo ore 8,30 a Upega davanti alla Locanda di Upega oppure ore 7,30 dal Parking all’uscita di Imperia Est. Noleggio Ciaspole e Bastoncini presso la Locanda di Upega.

Merenda Sinora. Durata Escursione: 5 h circa. Dislivello:600 mt.

Equipaggiamento: Scarponcini con buona suola(Goretex), t shirt e pantaloni di ricambio, borraccia d’acqua. Si consigliano eventualmente un paio di ghette.

Periodo: Primavera.


Proposta di due gg : PURPLE JOURNEY:

 QUANDO LE MONTAGNE SI INFRANGONO AL MARE.

SAB: PONTE SAN LUIGI-CIOTTI-GRAMMONDO- GERRI: Periodo Consigliato: Primavera..

Regina del cielo e Sovrana dei fondali la cima del Grammondo si congiunge con il mare e come il volo di poiana ne sfiora le onde intanto che uomini in cammino dalla Preistoria ad oggi hanno seguito le bizzarre traiettorie di un percorso labirintico al confine tra Italia e Francia dove l’azzurro della costa si mesce con il grigio delle rocce.

Descrizione dell’itinerario:

Per questo trekking di due giorni partiremo a ridosso della frontiera, da Ponte San Luigi( Grimaldi) per l’appunto, salendo il versante destro del Rio San Luigi e toccando i ridenti villaggi di Grimaldi Superiore e Mortola Superiore, incontreremo un singolare agglomerato di abitazioni (Case Gina), e dai Ciotti ci avventureremo per il Passo dei Sette Camini.

Superata una vigna di Rossese ormai in stato di abbandono si scende leggermente e, svoltando a destra (nord), si segue la rete di cinta del podere.

La parte di escursione che segue transita in una zona ricca di fossili (nummuliti, ricci, conchiglie) in un ambiente dove la macchia mediterranea la fa da padrona (cisto, lavanda, timo, ginestra, rosmarino, pini, qualche orchidea).

Arrivati ad un colletto dove appare l’indicazione per il Passo del Porco e per la Cima Longoira si entra in un areale decisamente più alpino, la salita si fa più irta passando in una zona molto umida (fonte – presenza di pecore) si arriva al Passo Corna’, punto di arrivo del sentiero proveniente dalla Francia (Castellar).

Dopo il Passo Corna’ si entra nella terza zona climatica e geologica del Grammondo, contraddistinta da carsismo accentuato e vegetazione che si riduce in prevalenza a leccio e ginestra . Con intensa salita e poi con un lungo traversone si arriva finalmente ad incrociare la cresta SE della montagna.

Svoltando a sinistra e seguendo la cresta in circa 15 minuti si raggiunge la cima italiana del monte e ,deviando a sinistra, quella francese.

A questo punto dopo una meritata pausa contemplativa sulle Alpi e sul Mare potremo metterci alla ricerca delle ultime peonie fiorite e procedere per la marcia in discesa dal versante italiano, trovando sul nostro cammino le caserme del Passo Treittore arrivando in ultimo al Rifugio di Gerri per un meritato aperitivo e per la cena condivisa.

Dislivello totale mt. 1050. Tempo di salita 4h 30min con le soste. Tempo in discesa: 1h con soste.

DOM: GERRI-OLIVETTA- SAN MICHELE

Dopo la colazione ed il saluto al sole, si lascia la verde conca prativa di Gerri per affrontare il percorso di discesa in cui si lascia il bosco misto di sorbi montani, carpini ed ornielli per addentrarci nella fitta lecceta di Giaurussu.

Si passa lungo canaloni detritici contrassegnati da rocce calcaree dolomitiche in cui è possibile imbattersi nella visione di camosci.

Arrivati poi alla testa di Cima Rovere si apre uno splendido panorama sulla Val Bevera con vista della borgate di Bossarè, di Collabassa e di Airole. Da qui il pendio in discesa si fa meno dolce con un fondo non sempre in buone condizioni, e dopo una lunga serie di tornanti si approda al Ponte Roncone.

Anziché andare subito ad Olivetta San Michele si consiglia di girare sulla destra per visitare la località il Cianetu dove in passato si presume fossero stati sepolti alcune famiglie catare.

Rientrati al Ponte, si sale per le varie borgate di Olivetta San Michele per poi scendere dai lavatoi lungo il sentiero che costeggia il Rio Tron e che porta a San Michele dove ci aspetta il treno di ritorno per Ventimiglia.

Notizie LogisticheEquipaggiamento da trekking: Necessario: Scarponcini con buona suola, t shirt e maglione di ricambio, ki way o mantella, borraccia x acqua. Facoltativo: Binocolo, Corda, Pila. * Si raccomanda Sacco a Pelo x la Notte e Sacco Lenzuolo. Autobus da Ventimiglia a Ponte San Luigi( ore 9,30 arrivo alle 9,50 ). Costo Rifugio: Pernottamento e Uso Cucina:16 euro.